Perché la santità è più vicina di quanto pensiamo.
Come ci dice la parola stessa, Ognissanti è la festa di tutti i santi: di quelli che conosciamo e troviamo sul calendario, ma anche dei tantissimi uomini e donne che sono santi e che solo Dio conosce.
È una folla immensa, senza piedistalli né statue. Ne fanno parte madri e padri, nonni, artigiani, persone malate che hanno vissuto con pazienza, amici e tante persone semplici che, spesso senza farsi notare, hanno pregato, si sono prese cura degli altri e hanno trasmesso la loro fede. I loro nomi forse non sono scritti in nessun calendario, ma sono custoditi nel cuore di Dio. Sono quelli che Papa Francesco chiamava «i santi della porta accanto»: persone che abbiamo incontrato nella nostra vita e che, attraverso la loro semplicità e il loro esempio, ci hanno mostrato la bellezza del Vangelo.
Ed è proprio questo che rende così bella la festa di Ognissanti: ci ricorda che la santità non è qualcosa di lontano, riservato a pochi o a persone straordinarie. Siamo tutti chiamati a diventare santi!
Ma che cosa significa diventarlo? E soprattutto, è possibile esserlo anche oggi? Certamente! Non servono gesti eccezionali, né bisogna essere perfetti per meritarsi un’aureola. Diventare santi significa innanzitutto scoprire quanto Dio ci ama e imparare, giorno dopo giorno, a rispondere a questo amore amando gli altri proprio come ha fatto Gesù.
E questo non accade in luoghi lontani o in occasioni speciali, ma nella vita di tutti i giorni: a tavola con la nostra famiglia, quando ascoltiamo qualcuno, quando chiediamo scusa o perdoniamo, quando aiutiamo chi è in difficoltà e ci prendiamo cura di chi ci sta accanto. Sono gesti piccoli, a volte persino invisibili agli occhi degli altri, ma che possono rendere straordinaria la nostra vita.
Naturalmente, non sempre ci riusciamo al primo colpo! Ci sono momenti in cui sbagliamo, perdiamo la pazienza o facciamo fatica ad amare. Ma la santità non significa non sbagliare mai: significa lasciarsi amare da Dio, rialzarsi e ricominciare, provando ogni giorno a fare un passo in più verso gli altri. Anche i santi hanno percorso questa strada, un passo alla volta, nelle loro case, al lavoro e nelle situazioni semplici di ogni giorno.
E in questo cammino non siamo soli. Il Credo ci ricorda la comunione dei santi: facciamo parte di una grande famiglia, unita dall’amore di Dio, nella quale nessuno cammina da solo. Ci accompagnano i santi che ci hanno preceduto, ma anche le persone che, con la loro fede e il loro esempio, continuano a indicarci la strada.
E allora questa festa può diventare anche un’occasione per fermarci e pensare: chi è stato, o chi è, il santo della porta accanto nella mia vita? Forse un nonno, una mamma, un amico, una persona incontrata lungo il cammino. Qualcuno che, senza fare rumore, con la sua bontà, la sua pazienza e la sua semplice fedeltà, ci ha insegnato ad amare un po’ di più.
Forse non avrà mai una statua o il suo nome sul calendario, ma ha lasciato un segno prezioso nel nostro cuore.
Perché, in fondo, è proprio questo il messaggio di Ognissanti: nella grande famiglia dei santi c’è posto per tutti, anche per noi! Non dobbiamo aspettare di fare cose straordinarie per iniziare a diventare santi. Possiamo farlo qui e ora, nelle nostre case, nelle nostre relazioni e in ogni piccolo gesto d’amore.
Le origini della festa
La festa di Tutti i Santi ha origine in Oriente: già nel IV secolo, ad Antiochia e in altre Chiese orientali, la comunità cristiana dedicava un giorno alla memoria dei martiri, che avevano testimoniato la fede fino al dono della vita. A Roma, intorno al 609, papa Bonifacio IV dedicò il Pantheon alla Vergine Maria e ai martiri, e la celebrazione si teneva il 13 maggio.
Nell’VIII secolo papa Gregorio III dedicò una cappella nella basilica di San Pietro a tutti i santi, estendendo il ricordo anche a chi aveva vissuto in modo esemplare il Vangelo. In questo periodo il 1° novembre cominciò a diffondersi come data della festa. Intorno all’835 papa Gregorio IV la estese a tutta la Chiesa. Da allora, ogni 1° novembre, la comunità cristiana rende grazie per i santi di ogni tempo.
Una curiosità: come fa la Chiesa a riconoscere ufficialmente un santo?
Forse non tutti sanno che diventare santi è un cammino che richiede tempo. La Chiesa accompagna questo percorso, cercando di conoscere la vita della persona e riconoscendo quanto abbia saputo vivere nell’amore di Dio e degli altri.
Si comincia con il riconoscimento delle virtù vissute in modo eroico, cioè di una fede e di un amore davvero speciali. Quando la Chiesa riconosce questo cammino, la persona viene dichiarata Venerabile.
Il passo successivo è la beatificazione. Per diventare Beato, di solito è necessario che venga riconosciuto un miracolo attribuito alla sua intercessione, spesso una guarigione che non trova spiegazione scientifica. Per i martiri, cioè coloro che hanno donato la vita per la fede, questo miracolo non è necessario.
Infine, per la canonizzazione, che è la proclamazione ufficiale della santità, di solito viene riconosciuto un secondo miracolo, avvenuto dopo la beatificazione. A quel punto il Papa proclama la persona Santa, proponendola come esempio di fede e di amore per tutta la Chiesa.
E così, una vita vissuta nell’amore diventa una testimonianza preziosa per tutti noi. Perché i santi non sono persone lontane da imitare solo a parole: sono amici che ci indicano la strada di Gesù e ci ricordano che anche noi, ogni giorno, possiamo fare un piccolo passo verso la santità.
Una preghiera da condividere in famiglia
Signore,
grazie per i santi, nostri amici in cielo.
Per la loro intercessione,
dacci il coraggio di seguirli per portare la tua pace nel mondo,
cominciando dalle nostre famiglie.
Concedici la grazia di vivere senza le paure del mondo,
custodendo quella purezza e quella libertà di cuore che sanno di Vangelo.
Amen.
